UNITA’ CINOFILI

L’UNITA’ CINOFILA

Con il termine Unità Cinofila s’intende il binomio UOMO-CANE che, operando sinergicamente, partecipa alle operazioni di soccorso per la ricerca e ritrovamento di persone disperse in superficie o sepolte sotto macerie.

Tanto il conduttore (UOMO) che il suo ausiliario (CANE) devono presentare peculiarità fisiche e caratteriali ben precise.

Il conduttore deve essere persona motivata, responsabile ed affidabile ed avere gran pazienza e tenacia da dedicare all’addestramento del proprio cane, sopportando le sue eventuali ritrosie durante il periodo d’allenamento.

Il cane deve essere un soggetto robusto di taglia media/grande con caratteristiche caratteriali ben definite: tempra media (capacità di resistere alle esperienze negative), temperamento vivace in quanto deve essere in grado di eseguire rapidamente gli ordini del conduttore, buona docilità, bassa aggressività, media vigilanza.

L’addestramento avviene attraverso il metodo “gentile” in pratica senza adoperare assolutamente costrizioni fisiche o violenze sull’animale ma utilizzando un rinforzo positivo per far eseguire un determinato esercizio: dopo che si è cercato di “spiegare” l’esercizio al cane, quando questo abbozza anche solo una timida o goffa esecuzione, lo si premia con un gustoso bocconcino oppure con il suo giocattolo preferito e lo si ricopre di coccole e complimenti; con il tempo e la tenacia degli allenamenti si otterranno risultati soddisfacenti.

L’addestramento si articola in: esercizi di obbedienza, palestra (esercizi con attrezzi quali salto in alto, in lungo, superamento palizzata, tunnel ecc.) e ricerca (simulazioni di ricerca persona dispersa).

Da sempre l’uomo ha utilizzato il cane per svariati scopi tra i quali anche la ricerca di persone disperse sfruttando le capacità sensoriali del proprio ausiliario: vista, udito, olfatto (quest’ultimo è lo strumento più sofisticato a disposizione del cane: la quantità di cellule olfattive che dispone è di 225 milioni in 15 cmq di mucosa nasale contro i 15 milioni in 5 cmq dell’uomo).

Tutto ciò che si muove sul terreno lascia testimonianze del proprio spostamento (vegetazione frantumata, terreno compresso, particelle biologiche ecc.). Il cane intercetta, interpreta e segue questi “dati” raggiungendo nella maggior parte dei casi l’obiettivo.

Concludendo si può quindi ritenere che un’unità cinofila rappresenti il risultato di una speciale sinergia tra uomo e cane, dove quest’ultimo diventa strumento indispensabile e prezioso purché il primo sappia guadagnarsi la sua stima e capire i suoi meccanismi mentali.

Dal cane si può ottenere tanto purché si sappia amarlo, conoscerlo e rispettarlo !!
 

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